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Google Analytics illegale? Ecco cosa sta succedendo veramente!

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Abbiamo appena pubblicato un articolo sul tema dell’analisi dei dati sul web ed ecco che la maggiore piattaforma del settore diventa off-limits. O forse no?

In questi giorni si sta facendo molto rumore sul tema della correttezza o meno di Google Analytics per la raccolta dei dati degli utenti. Cerchiamo di capire bene cosa sta succedendo e come questo evento può influire sul tuo business!

 

La stretta del Garante della Privacy italiano su Google Analytics

Comincia la stretta del Garante Privacy italiano, come già quello francese e quello austriaco, su Google Analytics. Giovedì ha ammonito la società Caffeina Media srl, che usava questi strumenti sul proprio sito, chiedendole di toglierli entro 90 giorni.

Quello sopra riportato è l’inizio dell’articolo del Sole 24 Ore pubblicato il 23 Giugno e intitolato “<I dati finiscono in Usa>: vietato l’uso di Google Analytics. Come spesso accade, dietro un titolo sensazionalistico si cela una verità meno estrema e anche questa volta molti quotidiani e riviste hanno affrontato una notizia in modo tipicamente click-bait (per poi moderare i toni e spiegare meglio la situazione in uscite successive).

In ogni caso, un fatto resta vero: il Garante Privacy italiano ha ammonito la società Caffeina Media srl per l’uso di Google Analytics sul suo sito web, imponendo l’eliminazione dello strumento entro 90 giorni.

Per quanto questo richiamo sia stato rivolto a una sola azienda, l’invito arriva informalmente a ogni realtà che utilizza Google Analytics.

 

Qual è il problema della raccolta dei dati

I dati raccolti da Google Analytics attraverso i cookie, come l’indirizzo IP e le informazioni su browser e dispositivo, permettono facilmente di identificare gli utenti e risultano quindi dati personali.

Il trasferimento di questi dati negli Stati Uniti, nei server di Google, è illecito in quanto nel 2020 la Corte di Giustizia europea ha annullato gli strumenti giuridici che lo regolavano (il cosiddetto Privacy Shield). Il problema di fondo è che la normativa sulla privacy dell’Unione Europea e quella degli Stati Uniti sono profondamente diverse: infatti le Autorità governative e le agenzie di intelligence statunitensi possono accedere ai dati secondo modalità che, per la UE, non offrono adeguate garanzie di rispetto della privacy.

Sono in corso trattative tra USA e UE per trovare un punto di incontro sul trattamento dei dati e la normativa sulla privacy. In questo contesto di incertezza legislativa, cosa possiamo fare noi?

 

Soluzioni alternative per la raccolta dei dati

Come abbiamo appena chiarito, non è Google Analytics a essere illegale ma il trasferimento dei dati personali degli utenti negli USA. Ciò significa che è necessario adottare soluzioni tecniche in grado di evitare questo potenziale rischio per la privacy di chi visita il nostro sito.

È bene ricordare che Google Analytics non è l’unica piattaforma di web analytics sul mercato né è la più avanzata. Però è gratuita e integrata agli altri strumenti offerti da Big G quindi è naturale che un numero incredibile di azienda l’abbia configurata sul proprio sito.

La prima cosa che possiamo fare per gestire correttamente la raccolta dei dati degli utenti è passare a Google Analytics 4. La quarta iterazione della piattaforma di Google ha introdotto funzioni specifiche per la tutela della privacy dei visitatori dei siti web. Infatti non salva più l’indirizzo IP e può essere configurata per non raccogliere altri dati potenzialmente in grado di identificare gli utenti (come la città o la risoluzione dello schermo).

 

La notizia che Google Analytics è illegale in Italia non è vera. Semplicemente, Google Universal Analytics (UA) raccoglie e invia nei server americani dati personali e questo è in contrasto con la normativa europea sulla privacy (il GDPR). Puoi adottare già da oggi soluzioni per la tutela dei dati degli utenti come ad esempio il passaggio a Google Analytics 4!

Al prossimo articolo!

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Commenti (2)

  • Avatar

    luca

    |

    1. il garante non ha imposto la rimozione dello strumento ma di adeguare il trasferimento dati extra eu (che, allo stato attuale, coincide con la rimozione dato che al momento non è possibile impostarlo in modo tale da renderlo idoneo… ma questo non significa che google potrebbe modificarlo proprio per risolvere il problema)

    2. non è vero che GA4 risolve il problema in quanto, se leggi il provvedimento, vengono sollevati ben altri problemi oltre all’ IP , GA4 risolve solo questo non tutti gli altri, Scorza (esponente dell’Autorità Garante italiana) e un suo analogo collega francese, nelle interviste hanno dichiarato che non si può più usare UA (o GA3) ma nemmeno GA4 , perhè anche li rimangono le problematiche legate al trasferimento extra eu di dati personali (persona individuabile con incrocio dati es ID e sessione aperta account google) verso BigTech che sono responsabili del trattamento solo sulla carta, di fatto il titolare non ha il minimo potere contrattuale (nella nomina, ovvero non può imporre condizioni al contrario le subisce) tantomeno sul controllo / verifica su quei dati, o semplicemente sapere se sono stati traferiti o meno fuori dall’eu, o ancora far valere i diritti degli interessati su quei dati

    3. il provvedimento, come si evince dal comunicato, è stato fatto in coordinamento con altre autorità privacy europee (austria e francia avevano già bloccato)

    pertanto Google Analytics è illegale in Italia e in tutta europa, la soluzione è quella suggerita dai garanti stessi, usare servizi dove i dati restano in europa (motomo, mapp, aws…)

    Reply

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      Web AlchLab | Servizi SEO & Web Agency Bologna

      |

      Buongiorno Luca, grazie per il tuo intervento, assolutamente puntuale e corretto, verissimo quello che dici alla luce dell’ultimo periodo.
      Nel medio periodo siamo fiduciosi che i “big player” coinvolti in questa partita, per evitare di “spezzare” internet in due a livello globale dato che questa stessa logica – per analogia – rischia di impattare su tantissimi altri servizi molto diffusi, si adopereranno nei prossimi mesi per trovare un punto di incontro. Google dovrà fare alcune rinunce, verissimo, ma sarà sempre preferibile rispetto al rischio di perdere la parte europea di Ads / advertising, è sicuramente una fetta davvero importante di fatturato per loro.
      Vedremo l’evoluzione e il consolidarsi di questo scenario nel prossimo periodo molto probabilmente, sono passaggi epocali e macroscopici, molto affascinanti da osservare, non credi anche tu?

      Reply

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