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Black hat SEO: le tecniche SEO vietate da Google

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Che cos’è la black hat SEO?

La black hat SEO consiste in un insieme di tecniche illecite volte a migliorare il posizionamento di un sito sui motori di ricerca per determinate keyword.

Hai letto bene: tecniche illecite! La black hat SEO, infatti, viola le linee guida dei motori di ricerca e forza i loro algoritmi per ottimizzare il ranking di un sito, ottenendo un posizionamento fraudolento e scorretto.

Per quanto Google, Bing, Opera e tutti gli altri search engine stiano diventando sempre più difficili da ingannare, i SEO specialist che praticano la black hat SEO sono sempre pronti ad aggirare le loro linee guida con nuove tecniche disoneste.

Il termine “black hat” arriva direttamente dal simbolismo cinematografico dei film western di inizio ‘900: il “cappello nero”, infatti, era un capo di abbigliamento utilizzato tipicamente dagli antagonisti.

La black hat SEO si contrappone alla white hat SEO, ovvero l’insieme di tecniche corrette e approvate dai motori di ricerca per posizionare un sito web nelle SERP.

Le tecniche black hat vengono comunemente utilizzate da “professionisti” che vogliono impressionare i loro clienti con risultati veloci e sorprendenti, salvo poi incorrere in rischi e penalità di cui parleremo in questo articolo.

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Quali sono le tecniche black hat SEO più diffuse?

Chi si occupa di SEO conosce bene le pratiche sconsigliate da Google e dagli altri motori di ricerca. Vediamole insieme:

Negative SEO

Questa tecnica non punta a migliorare il posizionamento di un sito web, ma ad affossare quello di un concorrente. La negative SEO si attua principalmente tramite l’invio di link fraudolenti al dominio del competitor, che verrà rilevato come spam e dannoso per gli utenti.

Keyword stuffing

Forse la tecnica black hat più conosciuta e inconsapevolmente utilizzata dai SEO copywriter più inesperti. Consiste nel riempire un contenuto o una pagina di un sito web della keyword per la quale si desidera ottenere un posizionamento in SERP. A volte, per raggiungere questo risultato, si ripete la keyword decine e decine di volte tramite un testo nascosto – ovvero un testo dello stesso colore dello sfondo della pagina.

Cloaking

Il cloaking consiste nella creazione di una pagina ottimizzata per i motori di ricerca che, una volta aperta, reindirizza gli utenti ad un’altra pagina con un contenuto completamente diverso. Questa è una pratica particolarmente ingannevole e pericolosa per l’utente.

Contenuti duplicati

Tecnica che prevede la duplicazione di uno stesso contenuto con l’intento di posizionarlo per decine di keyword diverse, modificando lievemente il testo e lo snippet. Di fatto, l’utente si troverà davanti a un articolo inutile e non in linea con la sua query.

Link building fraudolenta

Esistono diversi modi per creare una link building ingannevole. Uno di questi è conosciuto come schemi di link, ovvero (citando le linee guida di Google):

  • lo scambio di denaro per link o post che contengono link;
  • uno scambio di beni o servizi per i link;
  • l’invio a qualcuno di un prodotto “omaggio” in cambio di una recensione positiva e dell’inclusione di un link;
  • uno scambio di link eccessivo o la creazione di pagine partner esclusivamente per il crosslinking;
  • l’utilizzo di programmi o servizi automatizzati per creare link al tuo sito;

e tanto altro ancora.

Perché evitare la black hat SEO? Quali sono i rischi?

Noi consigliamo vivamente di non utilizzare mai la black hat SEO per ottenere un posizionamento in SERP

Non solo per un discorso di etica, ma anche per evitare conseguenze molto negative per il tuo sito web. I motori di ricerca, infatti, sono molto severi quando si trovano davanti a chiari tentativi manipolatori. Potresti addirittura perdere il tuo dominio!

Inoltre, a penalizzarti non saranno solo i search engine, ma i tuoi stessi utenti. Perché un tuo potenziale cliente dovrebbe interagire con un sito web confuso, contenente contenuti ripetitivi, inutili e creati solo per soddisfare Google? Insomma, la black hat SEO potrebbe procurare un drastico calo del traffico utenti del tuo sito web.

Ricorda: chiunque ti prometta risultati in breve termine, ti sta ingannando! La SEO ha bisogno di tempo per portare risultati tangibili. Non esistono scorciatoie: solo impegno e costanza.

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